NewsBrexit e No deal: come prepararsi al 31 ottobre

15 Ottobre 2019

Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea senza il raggiungimento di un accordo sembra essere sempre più vicino. Proprio in questi giorni si susseguono le negoziazioni per evitare di arrivare alla fatidica data del 31 ottobre senza un piano preciso che regoli l’uscita britannica.

In tale clima di incertezza, la Commissione europea e gli Stati membri hanno intensificato le attività informative per sensibilizzare gli imprenditori dell’Unione e, in particolare, le piccole e medie imprese.

Per continuare a mantenere rapporti commerciali con il Regno Unito in caso di No Deal occorre, infatti, avere sin da subito chiare e tenere presenti le modifiche normative che interesseranno tutti i campi del settore doganale e delle imposte indirette.

In particolare, con la recente nota n. 126091, pubblicata il 24 settembre 2019 dall’Agenzia delle dogane, si richiama l’attenzione su due documenti-guida, che integrano i precedenti sinora pubblicati, riguardanti la corretta applicazione, agli scambi commerciali UE/UK che dovessero verificarsi a ridosso della data di recesso, delle disposizioni unionali in materia di transito e di esportazione.

Dalla data di recesso, infatti, il Regno Unito sarà scollegato da tutti i sistemi informatici dell’Unione europea, con riguardo anche alle operazioni che hanno avuto inizio prima di tale data, e aderirà alla convenzione relativa a un regime comune di transito e alla convenzione relativa alla semplificazione delle formalità negli scambi di merci.

Sono particolarmente importanti, dunque, le informazioni inserite dalla Commissione europea nei due documenti denominati “Scenari economici per l’esportazione legati al recesso del Regno Unito” e “Scenari economici per il transito legati al recesso del Regno Unito”, ove vengono affrontate casistiche specifiche inerenti la movimentazione di merce in entrata e in uscita dall’Unione da e verso il Regno Unito.

Ma non solo. Gli operatori dovranno fare attente riflessioni anche su altri aspetti della normativa doganale e fiscale. E invero, come noto, il recesso del Regno Unito avrà forte impatto anche per quanto riguarda le decisioni doganali (le autorizzazioni concesse dalle autorità doganali britanniche non saranno più valide all’interno dell’Unione), l’origine preferenziale dei prodotti (cesseranno di applicarsi i regimi preferenziale sino a oggi in vigore), le operazioni imponibili ai fini Iva e la circolazione dei prodotti sottoposti ad accisa (l’entrata e l’uscita di merci dall’UE diventeranno delle vere e proprie importazioni ed esportazioni).

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