NewsDa gennaio stop alla previdimazione dei certificati EUR1

7 Novembre 2019

Con la nota 26 luglio 2019, prot. n. 91956, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che dal 22 gennaio 2020 non concederà più previdimazione dei certificati di origine preferenziale.

Per velocizzare i trasporti e la movimentazione delle merci, infatti, sin dal 2003 l’Agenzia delle dogane aveva accordato agli intermediari la possibilità di ottenere certificati EUR 1 e ATR previdimati in bianco.

Da gennaio 2020, sarà molto più complesso e lungo (tra dieci e venti giorni) ottenere dalla Dogana i certificati di origine necessari per poter beneficiare, all’export, delle agevolazioni tariffarie contenute in accordi preferenziali tra l’Unione europea e paesi terzi e delle misure tariffarie concesse unilateralmente dalla stessa UE nei confronti di taluni stati o territori in via di sviluppo.

Per evitare ritardi nelle consegne e rallentamenti nei traffici, è pertanto opportuno che gli operatori acquisiscano la qualifica di esportatore autorizzato, che consente di poter autocertificare in fattura l’origine preferenziale dei propri prodotti.

Sia le vigenti disposizioni unionali (artt. 75 e ss. Reg. Ue 2447/2015) che gli accordi preferenziali, infatti, prevedono, quale prova dell’origine, in alternativa ai certificati, la compilazione e l’emissione di una dichiarazione una fattura da parte dell’esportatore.

Tale dichiarazione può essere compilata, a seconda delle disposizioni contenute negli accordi:

  • da qualsiasi esportatore, ma soltanto per spedizioni il cui valore totale non superi 6.000 euro;
  • dall’esportatore registrato al sistema REX (al momento prevista solo nell’accordo UE-Canada ed UE-Giappone);
  • dall’esportatore autorizzato, per spedizioni di qualsiasi valore.

Al fine di conseguire la qualifica di esportatore autorizzato, l’operatore deve dimostrare di effettuare esportazioni a carattere regolare e deve essere in grado di provare, in qualsiasi momento, il carattere originario della merce da esportare. Ciò presuppone la conoscenza delle regole di origine applicabili e il possesso di tutti i documenti giustificativi dell’origine doganale.

La Società deve presentare apposita domanda scritta all’Ufficio delle Dogane competente per territorio che, dopo aver analizzato la pratica, effettua un sopralluogo presso la sede amministrativa del richiedente, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti.

Se la verifica ha esito positivo, l’Agenzia delle Dogane conferisce all’operatore lo status di esportatore autorizzato, assegnando un codice di autorizzazione alfanumerico, da apporre sulle fatture nelle quali si attesta l’origine preferenziale delle merci esportate.

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