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Con la nota 26 luglio 2019, prot. n. 91956, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che dal 22 gennaio 2020 non concederà più previdimazione dei certificati di origine preferenziale. Per velocizzare i trasporti e la movimentazione delle merci, infatti, sin dal 2003 l’Agenzia delle dogane aveva accordato agli intermediari la possibilità di ottenere certificati EUR 1 e ATR previdimati in bianco.

Il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio 2020, ha introdotto rilevanti novità in tema di contrasto alle frodi aventi a oggetto le accise. In primo luogo, per quanto concerne il sistema di informatizzazione e monitoraggio telematico delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo (sistema EMCS), è stato previsto un termine più breve, rispetto all’attuale, entro il quale tale regime deve obbligatoriamente concludersi (24 ore dal momento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario, art. 6, sesto comma, d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, Tua).

Con la decisione DS316 l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha aperto la strada ai dazi americani sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, giustificati dai sussidi pubblici ricevuti dalla società aeronautica francese Airbus. I giudici del Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno equivalente, causato a Boeing dai sussidi erogati ad Airbus e considerati illegittimi. Gli Stati Uniti, pertanto, dal 18 ottobre prossimo, imporranno maggiori dazi, per un'aliquota pari al 25%, su importazioni di determinati prodotti provenienti dall'Unione europea.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 8 ottobre 2019, n. 25057, ha affermato che se le voci doganali dichiarate all’atto della reimportazione in regime di perfezionamento passivo non sono comprese, per un errore nella digitazione dei codici, negli elenchi dei prodotti compensatori o trasformati autorizzati, il contribuente risponde dei maggiori dazi.

Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea senza il raggiungimento di un accordo sembra essere sempre più vicino. Proprio in questi giorni si susseguono le negoziazioni per evitare di arrivare alla fatidica data del 31 ottobre senza un piano preciso che regoli l’uscita britannica.

La norma di riferimento è il d.lgs. 49 del 2014, il quale si propone di prevenire o ridurre gli impatti negativi derivanti dalla produzione di AEE e dalla gestione dei rifiuti degli stessi. Il corretto smaltimento di tali apparecchi, infatti, riguarda una delle finalità principali della normativa in esame, a tutela e protezione dell’ambiente.

Con la recente sentenza 27 giugno 2019, n. 1650, il Tribunale di Genova ha ribadito l’orientamento della Suprema Corte secondo cui, in linea di principio, le somme dovute a titolo di controstallie sono dovute dal destinatario della merce che, con il diritto alla consegna, assume l’obbligo di provvedere alla tempestiva esecuzione delle operazioni di scarico e, pertanto, resta obbligato al pagamento dei costi derivanti dal ritardo in dette operazioni.

Un aspetto importante dell’Export Control è l’adeguata conoscenza e il rigoroso rispetto della normativa internazionale, europea e nazionale, che disciplina il commercio di prodotti a duplice uso, ossia beni che, per loro natura, possono avere un utilizzo sia civile che militare. Le imprese che operano con l’estero sono invitate, infatti, a predisporre una serie di politiche e procedure interne, note anche come programma interno di conformità [...]

La maggiore Iva applicata erroneamente dal cedente è detraibile dal cessionario in buona fede anche per le operazioni precedenti al 2018. L'art. 6, comma 3-bis, del “decreto crescita” (d.l. 30 aprile 2019, n. 34), ha espressamente riconosciuto efficacia retroattiva alla previsione di cui all'art. 1, c. 935, l, 205 del 2017 (legge di bilancio 2018), con la quale era stato stabilito che, nei casi di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva e assolta per errore dal cedente/prestatore [...]

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