In data 11 ottobre 2025 è stata pubblicata sul sito della Camera dei Deputati la proposta di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1226, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione europea.
Il testo del decreto – attualmente all’esame parlamentare – introduce nel Codice penale un nuovo Capo I-bis del Titolo I del Libro II, rubricato “Delitti contro la politica estera e la sicurezza comune dell’Unione europea” (artt. 275-bis – 275-decies c.p.).
Le principali fattispecie di reato, con pene che variano in base alla gravità della condotta, sono le seguenti:
- 275-bis c.p. che punisce chiunque violi le misure restrittive dell’UE o le leggi nazionali che le attuano, attraverso:
- la messa a disposizione di fondi o risorse a soggetti designati;
- la mancata adozione di misure di congelamento;
- l’importazione, esportazione o trasferimento di beni e servizi vietati;
- l’esecuzione di operazioni finanziarie in violazione dei divieti;
- l’elusione delle misure restrittive mediante l’uso di documenti falsi o la dissimulazione del beneficiario effettivo;
- 275-ter c.p. che introduce la responsabilità penale per la mancata segnalazione di fondi o risorse riconducibili a persone o entità designate.
- 275-quater c.p. che punisce la violazione delle condizioni stabilite nelle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti.
Una delle innovazioni più rilevanti è rappresentata dall’introduzione di una fattispecie colposa per le violazioni commesse con colpa grave in relazione a beni militari e prodotti a duplice uso (art. 275-quinquies c.p.).
Sono inoltre previste circostanze aggravanti (art. 275-sexies c.p.) e attenuanti (art. 275 septies c.p.), nonché la confisca obbligatoria dei beni connessi al reato (art. 275-octies c.p.) e la pubblicazione della sentenza di condanna (art. 275-novies c.p.).
L’art. 6 dello schema di decreto, poi, introduce nel D.Lgs. 231/2001 un nuovo articolo, il 25-octies.2, rubricato “Reati in materia di violazione di misure restrittive dell’Unione europea”. In particolare, viene estesa la responsabilità amministrativa degli enti alle violazioni previste nel nuovo Capo I-bis del Codice penale. Tale articolo prevede sanzioni pecuniarie determinate in percentuale sul fatturato globale annuo dell’ente nonché sanzioni interdittive.
In vista dell’approvazione del decreto, gli operatori economici dovranno rafforzare i controlli interni, aggiornando procedure di screening e gestione finanziaria, modelli 231 e policy aziendali, nonché verificando i meccanismi autorizzativi e di segnalazione e formando il personale sulle nuove responsabilità penali.
Lo Studio UBFP rimane a disposizione di tutti i clienti per approfondire i temi qui brevemente trattati.


