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Con la nota 26 luglio 2019, prot. n. 91956, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che dal 22 gennaio 2020 non concederà più previdimazione dei certificati di origine preferenziale. Per velocizzare i trasporti e la movimentazione delle merci, infatti, sin dal 2003 l’Agenzia delle dogane aveva accordato agli intermediari la possibilità di ottenere certificati EUR 1 e ATR previdimati in bianco.

Gli avvocati Valeria Baldi e Lorenzo Ugolini saranno relatori al corso organizzato dalla Camera di Commercio di Padova, il prossimo 12 novembre 2019. L’incontro sarà dedicato agli adempimenti e alle principali criticità legate all’importazione di beni dall’estero - con particolare riferimento agli aspetti essenziali della dichiarazione doganale – alle nuove opportunità di export derivanti dai recenti accordi di libero scambio, alle semplificazioni in materia di certificazione dell’origine e alle particolari cautele necessarie in caso di esportazione di beni Dual Use.

Il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio 2020, ha introdotto rilevanti novità in tema di contrasto alle frodi aventi a oggetto le accise. In primo luogo, per quanto concerne il sistema di informatizzazione e monitoraggio telematico delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo (sistema EMCS), è stato previsto un termine più breve, rispetto all’attuale, entro il quale tale regime deve obbligatoriamente concludersi (24 ore dal momento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario, art. 6, sesto comma, d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, Tua).

Con la decisione DS316 l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha aperto la strada ai dazi americani sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, giustificati dai sussidi pubblici ricevuti dalla società aeronautica francese Airbus. I giudici del Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno equivalente, causato a Boeing dai sussidi erogati ad Airbus e considerati illegittimi. Gli Stati Uniti, pertanto, dal 18 ottobre prossimo, imporranno maggiori dazi, per un'aliquota pari al 25%, su importazioni di determinati prodotti provenienti dall'Unione europea.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 8 ottobre 2019, n. 25057, ha affermato che se le voci doganali dichiarate all’atto della reimportazione in regime di perfezionamento passivo non sono comprese, per un errore nella digitazione dei codici, negli elenchi dei prodotti compensatori o trasformati autorizzati, il contribuente risponde dei maggiori dazi.

Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea senza il raggiungimento di un accordo sembra essere sempre più vicino. Proprio in questi giorni si susseguono le negoziazioni per evitare di arrivare alla fatidica data del 31 ottobre senza un piano preciso che regoli l’uscita britannica.

Gli avvocati Luca Piemontese e Elena Fraternali saranno relatori al corso organizzato dal Centro internazionale studi containers (C.I.S.Co.), in collaborazione con la Camera di commercio di Genova, il prossimo 24 settembre 2019. L’incontro sarà dedicato alla pianificazione doganale e, in particolare, saranno approfonditi i regimi del transito, dell'ammissione temporanea e del deposito doganale e Iva.

La norma di riferimento è il d.lgs. 49 del 2014, il quale si propone di prevenire o ridurre gli impatti negativi derivanti dalla produzione di AEE e dalla gestione dei rifiuti degli stessi. Il corretto smaltimento di tali apparecchi, infatti, riguarda una delle finalità principali della normativa in esame, a tutela e protezione dell’ambiente.

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