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Importanti novità per le imprese italiane che esportano verso Singapore a seguito dell'entrata in vigore, il 21 novembre scorso, dell'Accordo di libero scambio concluso con l'Unione europea. L'accordo commerciale Ue-Singapore è un accordo bilaterale che apre le porte agli operatori europei non solo del mercato locale singaporiano ma del più vasto mercato del sud-est asiatico, accessibile tramite tale Paese.

Gli avvocati Valeria Baldi ed Elena Fraternali saranno relatori al corso organizzato da Spediporto, il prossimo 18 dicembre 2019. L’incontro sarà dedicato agli adempimenti e alle principali criticità legate all’importazione di beni dall’estero, con particolare riferimento alle recenti novità giurisprudenziali in tema di classificazione doganale dei prodotti, disconoscimento dei certificati di origine e tutela del Made in Italy, determinazione del valore doganale.

Con legge 18 novembre 2019, n. 132, è stato disposto il trasferimento dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE) al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) di numerose funzioni in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione, a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Con la nota 26 luglio 2019, prot. n. 91956, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che dal 22 gennaio 2020 non concederà più previdimazione dei certificati di origine preferenziale. Per velocizzare i trasporti e la movimentazione delle merci, infatti, sin dal 2003 l’Agenzia delle dogane aveva accordato agli intermediari la possibilità di ottenere certificati EUR 1 e ATR previdimati in bianco.

Il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio 2020, ha introdotto rilevanti novità in tema di contrasto alle frodi aventi a oggetto le accise. In primo luogo, per quanto concerne il sistema di informatizzazione e monitoraggio telematico delle movimentazioni dei prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo (sistema EMCS), è stato previsto un termine più breve, rispetto all’attuale, entro il quale tale regime deve obbligatoriamente concludersi (24 ore dal momento in cui i prodotti sono presi in consegna dal destinatario, art. 6, sesto comma, d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, Tua).

Con la decisione DS316 l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha aperto la strada ai dazi americani sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, giustificati dai sussidi pubblici ricevuti dalla società aeronautica francese Airbus. I giudici del Wto hanno stimato in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno equivalente, causato a Boeing dai sussidi erogati ad Airbus e considerati illegittimi. Gli Stati Uniti, pertanto, dal 18 ottobre prossimo, imporranno maggiori dazi, per un'aliquota pari al 25%, su importazioni di determinati prodotti provenienti dall'Unione europea.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 8 ottobre 2019, n. 25057, ha affermato che se le voci doganali dichiarate all’atto della reimportazione in regime di perfezionamento passivo non sono comprese, per un errore nella digitazione dei codici, negli elenchi dei prodotti compensatori o trasformati autorizzati, il contribuente risponde dei maggiori dazi.

Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea senza il raggiungimento di un accordo sembra essere sempre più vicino. Proprio in questi giorni si susseguono le negoziazioni per evitare di arrivare alla fatidica data del 31 ottobre senza un piano preciso che regoli l’uscita britannica.

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